Quando smetti di preoccuparti, tutto inizia ad andare per il verso giusto –La filosofia di Carl Jung

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https://www.youtube.com/watch?v=ZwT_oJQ5uJE

Résumé

TLDRIl testo discute come il controllo possa diventare un ostacolo alla crescita personale e alla realizzazione. Attraverso la metafora del giardiniere che, ostinatamente, cerca di controllare le piante senza successo, si evidenzia come il vero cambiamento avvenga quando si smette di forzare le situazioni. Il paradosso del controllo è che ci allontana dalla vita autentica, portandoci ad aggrapparci a immagini idealizzate. Secondo Carl Jung, accettare la vita così com'è può far emergere la nostra autenticità e il nostro potenziale. Abbandonare il controllo significa riconoscere la fluidità della vita e permettere che nuove opportunità si manifestino senza la pressione delle aspettative.

A retenir

  • 🌱 L'ossessione per il controllo può soffocare la crescita.
  • 💨 Lasciar andare significa permettere alla vita di fluire.
  • 🌼 L'autenticità si manifesta quando smettiamo di forzare.
  • 🔍 L'ego deve allentare la presa per scoprire l'essenza.
  • 💔 L'attaccamento è spesso radicato nella paura dell'insufficienza.
  • 🌊 Liberarsi dall'attaccamento porta a relazioni più genuine.
  • 🔥 La pressione eccessiva crea più tensione che crescita.
  • 🌻 Il cambiamento avviene quando accettiamo il presente.
  • 🧘‍♂️ Smettere di controllare può portare a una vita più serena.
  • 🌈 L'accettazione dei vuoti può generare nuove opportunità.

Chronologie

  • 00:00:00 - 00:05:00

    Il racconto di un giardiniere che si prende cura maniacalmente delle sue piante, risultando incapace di farle crescere, evidenzia il tema del controllo e della frustrazione. Quando si allontana e lascia che la natura faccia il suo corso, scopre un giardino rigoglioso, sottolineando che spesso il desiderio di controllare può ostacolare il naturale sviluppo delle cose. La vera crescita accade quando si smette di inseguire il risultato e si abbraccia il presente, accettando il flusso della vita piuttosto che forzarlo. Si cita Carl Jung, che avverte che l'ossessiva ricerca di un obiettivo rende le cose più inaccessibili; l'accettazione, al contrario, permette una trasformazione interiore.

  • 00:05:00 - 00:11:18

    Una riflessione profonda su come ci attacchiamo a idee e immagini di ciò che dovrebbe essere la vita, trasformandole in fonti di ansia e frustrazione. L'attaccamento non corrisponde all'amore ma alla paura di non essere abbastanza. Il messaggio centrale è che la libertà non si trova nel controllo, ma nella capacità di distaccarsi e accettare l'incertezza. Questo processo di distacco, descritto come un atto interiore, può portare a scoperte autentiche, rendendo possibili nuove opportunità e una comprensione più profonda di noi stessi. L'accettazione del dolore e il riconoscimento che il cambiamento è inevitabile porteranno a relazioni più sincere e a un'esperienza di vita più soddisfacente.

Carte mentale

Vidéo Q&R

  • Cosa significa lasciar andare nella vita quotidiana?

    Lasciar andare implica smettere di controllare ogni aspetto della vita, accettando il presente e aperti al cambiamento.

  • Qual è il ruolo dell'ego secondo Jung?

    L'ego deve allentare la presa sulle sue proiezioni per permettere all'autenticità di emergere.

  • Come la pressione del controllo influisce sulle relazioni?

    Transforma le relazioni in teatri di compensazione, soffocando l'autenticità e creando tensione.

  • Cosa potrebbe succedere se smettessimo di voler controllare tutto?

    Le opportunità si presenterebbero senza cercarle e la calma potrebbe guidare le nostre azioni.

  • Perché l'attaccamento porta ansia?

    Perché l'attaccamento è spesso legato alla paura di perdere ciò che ci definisce o di non essere abbastanza.

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    immagina un giardiniere ogni giorno con
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    cura maniacale Controlla ogni pianta la
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    annaffia anche quando il terreno è già
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    umido la espone al sole anche se è
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    troppo caldo potare concimare
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    correggere sempre qualcosa da sistemare
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    ma le sue piante non crescono alcune
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    appassiscono Altre resistono a fatica un
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    giorno stanco smette si allontana e
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    quando torna settimane dopo Trova Il
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    Giardino pieno di vita foglie nuove
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    fiori spontanei il terreno ha respirato
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    la natura ha fatto il suo corso a volte
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    è proprio il voler forzare la crescita a
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    impedirla è curioso come la vita sembri
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    girare meglio proprio quando smettiamo
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    di inseguirla con il fiato corto per
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    anni ci insegnano che bisogna insistere
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    stringere i denti non mollare mai Ma se
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    il vero blocco fosse nascosto proprio lì
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    in quell'attacco cieco al risultato Carl
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    Jung psicoanalista e grande osservatore
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    dell'animo umano diceva che più insegui
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    qualcosa più quella cosa ti sfugge ma
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    quando l'accetti inizia a trasformarsi
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    non è magia È psicologia Viviamo come se
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    fossimo sempre A un passo dal momento
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    giusto dal posto perfetto dalla persona
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    ideale ci aggrappiamo a immagini mentali
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    su come tutto Dovrebbe essere ma il
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    presente quello reale nudo imperfetto ci
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    sfugge tra le dita ecco Il paradosso
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    l'attaccamento che Dovrebbe darci
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    sicurezza spesso ci incatena a un'ansia
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    continua la libertà non arriva quando
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    otteniamo tutto ma quando smettiamo di
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    credere che dobbiamo avere tutto sotto
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    controllo staccarsi non significa
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    arrendersi è più simile a lasciare
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    andare la zavorra per volare non è
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    rinunciare a ciò che ami ma smettere di
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    volerlo a ogni costo Jung parlava di
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    distacco non come freddezza Ma come un
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    processo interiore l'ego deve allentare
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    la presa sulle sue proiezioni per
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    permettere all'autenticità di emergere
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    quando ci identifichiamo troppo con il
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    successo con una relazione con
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    un'immagine di noi stessi tutto ciò che
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    non rientra in quel quadro Ci minaccia e
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    da lì nasce la lotta Ma se ti fermi
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    anche solo per un momento qualcosa
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    cambia non fuori dentro smetti di
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    premere sull'acceleratore e ti accorgi
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    che la strada non era in salita eri tu a
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    spingere Cont vento lasciare andare è un
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    atto di lucidità significa dire non sono
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    ciò che accade ma colui che osserva ciò
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    che accade e in quello spazio di
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    consapevolezza spesso accade la cosa più
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    inaspettata le opportunità arrivano
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    senza cercarle le risposte si
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    chiariscono da sole e la calma
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    Finalmente si siede accanto a te domanda
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    per te se oggi smettessi di voler
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    Controllare ogni cosa cosa potrebbe
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    finalmente accadere nella tua vita c'era
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    un tempo in cui tutto sembrava avere
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    senso solo se organizzato previsto
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    incasellato dentro obiettivi chiari e
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    relazioni definite un tempo in cui
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    l'idea stessa di lasciar andare appariva
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    come una minaccia quasi un tradimento
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    verso ciò che avevamo costruito Ma poi
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    accade qualcosa non un evento clamoroso
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    piuttosto un accumulo silenzioso la
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    stanchezza una fatica che non è solo
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    fisica ma psichica come se ogni gesto
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    fosse filtrato da un peso invisibile è
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    lì che inizia il vero
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    cambiamento non quando crolla il mondo
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    fuori ma quando crolla dentro
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    quell'immagine di noi che abbiamo
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    cercato disperatamente di
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    sostenere molto spesso ciò a cui siamo
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    attaccati non è l'altro ma ciò che
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    abbiamo proiettato sull'altro gli
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    attribuiamo ruoli significati salvezze
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    lo Trasformiamo in uno specchio distorto
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    di ciò che desideriamo rifiutiamo o
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    temiamo di essere Jung lo spiegava con
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    chiarezza ciò che non vogliamo vedere in
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    noi stessi finisce per apparirci Fuori
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    nelle relazioni nelle ossessioni nei
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    desideri più urgenti e l'attaccamento
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    nasce proprio lì nel punto in cui
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    l'illusione di completezza si lega a
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    qualcosa che non ci appartiene davvero
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    non è l'amore che ci incatena Ma la
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    paura paura di non essere abbastanza di
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    non essere visti di non sapere più chi
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    siamo se l'altro se ne va l'ego nella
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    sua ansia di controllo Trasforma ogni
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    relazione in un terreno da monitorare
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    ogni progetto in una prestazione da
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    dimostrare ogni giorno in una lotta per
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    non perdere terreno ma questa tensione
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    alla lunga diventa insostenibile non
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    perché Siamo fragili ma perché siamo
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    vivi e la vita non è progettata per
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    restare dentro confini troppo stretti la
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    libertà che tanto inseguiamo non si
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    trova nel controllo assoluto ma nel
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    distacco consapevole non si tratta di
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    Fuggire dalle cose ma di smettere di
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    aggrapparsi ad Ess per sentirsi interi
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    quando il mecanismo della proiezione si
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    rompe una relazione che finisce un
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    obiettivo che sfuma un'identità che non
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    regge più ci troviamo davanti a un vuoto
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    ed è lì che molte persone si spaventano
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    perché quel vuoto Non è solo assenza è
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    uno specchio riflette tutto ciò che
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    abbiamo evitato Ma se troviamo il
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    coraggio di restare in quello spazio
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    senza riempirlo subito qualcosa di nuovo
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    può emergere non una nuova strategia per
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    riprendere il controllo ma una presenza
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    più autentica il se come lo chiamava
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    Jung non il personaggio non il ruolo ma
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    la totalità viva di ciò che siamo
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    l'illusione del controllo ha un alto
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    trasforma la vita in un sistema da
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    gestire le emozioni invariabili da
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    correggere l'amore in un contratto di
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    sicurezza Ma controllare non è vivere è
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    solo sopravvivere in un mondo interno
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    dominato dalla paura dell'imprevisto
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    eppure è proprio
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    nell'impressum con Euforia ma con quella
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    calma silenziosa che arriva quando
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    qualcosa dentro smette di forzare
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    distaccarsi Allora non è un atto di
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    rinuncia né una fuga dal mondo è
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    piuttosto un atto silenzioso di apertura
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    è fare spazio dentro di sé come quando
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    si apre una finestra dopo anni in cui la
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    stanza è rimasta chiusa e l'aria che
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    entra non è solo nuova ma
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    necessaria non significa diventare
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    freddi o indifferenti ma smettere di
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    forzare la realtà a seguire lo schema
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    che ci eravamo costruiti nella mente è
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    abbandonare la pretesa che le cose
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    vadano come avevamo previsto
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    riconoscendo che la vita Ha
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    un'intelligenza che spesso supera la
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    nostra volontà distaccarsi è imparare ad
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    amare in un modo più puro senza
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    afferrare senza trattenere senza
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    trasformare l'altro in un'ancora o in
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    uno specchio È creare Senza la pressione
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    di dover dimostrare qualcosa a qualcuno
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    nemmeno a se stessi scrivere parlare
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    costruire solo perché qualcosa dentro lo
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    chiama e non perché si aspetta un
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    risultato in cambio è accorgersi che
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    anche le cose che finiscono hanno avuto
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    la loro ragione d'essere che nulla è
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    stato inutile solo perché non è durato
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    significa accettare che il dolore per
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    quanto tagliente non è un errore da
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    correggere ma un passaggio da
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    attraversare un ponte tra ciò che
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    eravamo e ciò che stiamo diventando
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    lasciare andare in questo senso diventa
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    un gesto di profondo rispetto verso la
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    vita che non è statica ma in continuo
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    mutamento e verso noi stessi che stiamo
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    cambiando crescendo e non possiamo più
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    costringerci a restare nei confini di
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    ciò che eravamo ieri è un atto di
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    fiducia come chi lascia cadere le mani
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    dopo aver stretto troppo a lungo
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    qualcosa che faceva male come Chi decide
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    di non lottare più contro la corrente
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    non perché si arrende Ma perché
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    finalmente capisce che può galleggiare
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    distaccarsi è il momento in cui
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    smettiamo di confondere il controllo con
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    la sicurezza e cominciamo a intuire che
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    la vera forza quella autentica nasce
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    dalla resa cosciente da quella
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    disponibilità interiore a lasciare
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    accadere ciò che deve accadere senza più
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    resistere quando l'attaccamento si
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    scioglie la realtà si riconfigura
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    l'altro smette di essere uno specchio e
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    torna ad essere una persona il lavoro
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    non è più solo un ruolo ma uno strumento
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    il futuro non è un piano da controllare
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    Ma un orizzonte da abitare con presenza
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    e il silenzio quel silenzio che prima
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    faceva paura diventa fertile in quel
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    vuoto apparente comincia a germogliare
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    la creatività non come compito ma come
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    espressione naturale dell'essere è
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    allora che la vita si rivela non come un
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    traguardo da rincorrere né come una
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    sfida da vincere ma come un'esperienza
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    da abitare pienamente momento per
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    momento non è più una Corsa contro il
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    tempo o contro gli altri ma un movimento
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    fluido silenzioso che ci invita a
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    partecipare invece che a
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    dominare non serve più indossare
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    maschere per essere accettati né
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    armature per difendersi da un mondo che
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    sembrava ostile si smette di cercare di
  • 00:09:52
    corrispondere a un ideale di forzarsi a
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    essere abbastanza secondo criteri
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    esterni e ci si permette finalmente di
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    respirare senza sforzo l'ego da tiranno
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    affaticato si fa compagno più umile non
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    scompare perché ha una funzione ma
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    smette di comandare si sposta di lato
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    Lascia spazio e proprio in quel
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    movimento tutto si alleggerisce le
  • 00:10:19
    relazioni smettono di essere teatri di
  • 00:10:21
    compensazione e diventano incontri veri
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    Liberi Dalla pretesa di riempire vuoti i
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    gesti si fanno spontanei non più mossi
  • 00:10:30
    dal dover dimostrare qualcosa le
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    decisioni non sono più una lotta tra
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    mille possibilità ma un ascolto sottile
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    di ciò che vibra con la nostra verità
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    profonda perché finalmente non stiamo
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    più tentando di costruire un identità
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    per sentirci qualcuno non stiamo più
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    Recitando la parte di chi ha tutte le
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    risposte stiamo semplicemente tornando
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    delicatamente silenziosamente a ciò che
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    siamo sempre stati sotto ogni
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    dietro Ogni ruolo una presenza viva
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    intera che non ha bisogno di altro se
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    non di essere pienamente ciò che è
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